La posizione della Procura
La Procura Anticorruzione ha chiesto al giudice dell’Audiencia Nacional José Luis Calama di indagare sull’ex presidente José Luis Rodríguez Zapatero per un presunto reato di malversazione di fondi pubblici, in relazione a gioielli trovati nel suo studio e valutati in via preliminare oltre 1,3 milioni di euro.
La richiesta si basa sulla versione fornita da Zapatero: i gioielli sarebbero stati un regalo dell’allora re dell’Arabia Saudita, Abdullah, durante la sua visita ufficiale in Spagna nel giugno 2007. La procuratrice María Elena Lorente sostiene che, se il racconto fosse vero, l’ex presidente avrebbe ricevuto i gioielli in qualità di presidente del Governo e avrebbe dovuto conferirli al Patrimonio dello Stato alla fine del suo mandato.
La Procura fonda questa interpretazione sul Codice di buon governo del 2005, in vigore durante i mandati di Zapatero. Il codice stabiliva che i doni istituzionali di particolare rilevanza dovessero essere incorporati nel patrimonio statale, anziché essere conservati da chi li riceveva in ragione della propria carica.
Il verbale del 2012 e i regali registrati
Un elemento centrale per la Procura è il verbale di consegna al Patrimonio dello Stato datato 1º marzo 2012, dopo che Zapatero aveva lasciato la presidenza. Secondo la relazione della Procura, l’elenco non comprende i gioielli oggetto dell’indagine, anche se vi figura un altro dono dello stesso monarca: un orologio da tavolo con smeraldi.
La Procura sostiene che, se fossero confermati la ricezione ufficiale e il mancato conferimento, i gioielli potrebbero aver assunto natura di fondi pubblici una volta ricevuti alla Moncloa. Partendo da questa premessa, ritiene che l’omissione dall’inventario del 2012 possa configurare il reato di malversazione. Si tratta della posizione dell’Anticorruzione, non di una conclusione giudiziaria sulla colpevolezza dell’ex presidente.
La Procura ritiene inoltre che il possibile reato non sia prescritto: nel suo atto applica un termine di 15 anni, calcolato dalla consegna dei regali al Patrimonio nel marzo 2012. L’esistenza del reato, la sua qualificazione e il calcolo della prescrizione dovranno essere determinati nel procedimento.
Il giudice chiede documenti prima di decidere sull’Arabia Saudita
Nel frattempo, Calama ha chiesto al Patrimonio dello Stato di trasmettere, entro due giorni, i verbali di accettazione dei doni istituzionali ricevuti dalla Presidenza del Governo durante le legislature 2004-2008 e 2008-2011. La documentazione consentirà di verificare quali regali risultino ufficialmente nei registri dell’Amministrazione.
La difesa di Zapatero aveva chiesto una commissione rogatoria in Arabia Saudita per cercare di verificare la provenienza dei gioielli. L’Anticorruzione si oppone a questa richiesta, perché ritiene che l’indagine debba concentrarsi sulla Spagna, dove, secondo la versione dell’ex presidente, i gioielli furono consegnati. La Procura contesta inoltre il valore probatorio delle lettere che la difesa afferma di aver inviato alle autorità saudite, rilevando che non risulta alcuna conferma di ricezione.
Il giudice ha chiesto prima i registri spagnoli e deciderà in seguito se richiedere informazioni a Riad. Il procedimento sui gioielli è trattato in un fascicolo separato, collegato all’indagine per presunto contrabbando; la richiesta di indagare anche per malversazione amplia le questioni da chiarire, ma non equivale a una condanna.