Un azionista di Circle, emittente della stablecoin USDC, ha presentato il 22 ottobre 2026 una causa federale a Washington contro il presidente Donald Trump, la società crypto World Liberty Financial e l'inviato speciale Steve Witkoff. J. Benjamin Greenberg sostiene che due operazioni legate agli Emirati Arabi Uniti abbiano violato la Clausola sugli Emolumenti Esteri della Costituzione degli Stati Uniti e abbiano danneggiato Circle favorendo un concorrente.
Le accuse fanno parte di una causa legale, non di una decisione giudiziaria: il tribunale deve ancora determinare se siano fondate e quali prove supportino le rivendicazioni. Greenberg chiede che venga dichiarata la violazione, che vengano bloccate le pratiche contestate e che vengano restituiti i profitti, oltre a richiedere un risarcimento per i danni subiti.
Le due operazioni contestate dalla causa
La prima operazione indicata è la vendita di una quota del 49% di World Liberty per 500 milioni di dollari a un veicolo di investimento sostenuto da un membro della famiglia regnante emiratina.
La seconda coinvolge MGX, un fondo di Abu Dhabi. Secondo la causa, MGX ha utilizzato la stablecoin USD1, emessa da World Liberty, per finanziare un investimento di 2.000 milioni di dollari in Binance. Greenberg afferma che queste operazioni hanno permesso di canalizzare fondi da entità straniere verso interessi commerciali legati a Trump e hanno conferito a USD1 un vantaggio competitivo rispetto a USDC.
La Clausola sugli Emolumenti Esteri limita l'accettazione di pagamenti, regali o altri benefici da parte di governi stranieri da parte di determinati funzionari statunitensi senza l'autorizzazione del Congresso. La controversia riguarda, tra gli altri aspetti, se le operazioni descritte rientrino in tale divieto e se Greenberg possa agire in nome di Circle per il danno asserito.
L'attore agisce in qualità di azionista di Circle
Greenberg ha presentato una causa derivata, un'azione avviata da un azionista per rivendicare in nome di un'azienda. Sostiene che la concorrenza di World Liberty nel mercato delle stablecoin abbia danneggiato Circle e i suoi investitori. Il nesso tra le operazioni denunciate e un danno specifico per l'azienda sarà rilevante per l'avanzamento del caso; la condizione di azionista, di per sé, non stabilisce che ci sia stato un danno né che gli imputati siano responsabili.
Circle si è dissociata dall'iniziativa. Un portavoce ha affermato che l'azienda non ha avviato, diretto, autorizzato né partecipato alla presentazione. La causa, pertanto, non è un'azione promossa da Circle in quanto società.
Le risposte della Casa Bianca e di World Liberty
La Casa Bianca ha definito la causa "frivola" e ha negato che Trump abbia conflitti di interesse per i suoi investimenti in criptovalute. World Liberty, dal canto suo, ha affermato di rispettare le leggi e i regolamenti statunitensi e ha sostenuto che le accuse siano infondate. Queste sono le posizioni delle parti; non equivalgono a una risoluzione giudiziaria.
Il caso si aggiunge a precedenti contenziosi contro Trump relativi alla clausola costituzionale, diversi dei quali non hanno portato a un rimborso né a un ordine che mettesse fine alle pratiche contestate. Questi precedenti forniscono un contesto, ma non determinano l'esito di questa nuova causa, che riguarda operazioni e argomenti specifici.
Per ora, l'ambito del caso dipenderà dalle decisioni del tribunale sulle rivendicazioni e dalle prove presentate. La causa non dimostra di per sé che sia stata violata la Costituzione né che Circle abbia subito il danno economico asserito.