Il Brent sfiora i 117 dollari al barile
Il prezzo del greggio Brent si è attestato a 116,9 dollari al barile il 23 ottobre 2026, un livello non raggiunto dal 30 aprile. Durante la giornata, il greggio di riferimento in Europa è salito di oltre il 3,3%, mentre il West Texas Intermediate (WTI), di riferimento negli Stati Uniti, ha segnato i 103 dollari con un incremento intraday del 3,5%.
Questo movimento colloca il mercato petrolifero in una zona di alta volatilità, spinto dall'escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dall'incertezza sul futuro del conflitto tra Stati Uniti e Iran.
Attacchi houthi contro le infrastrutture saudite
Il fattore scatenante di questo ultimo rialzo è stata la conferma da parte dei ribelli houthi dello Yemen di una serie di attacchi contro obiettivi strategici in Arabia Saudita. Secondo il portavoce delle forze houthi, Yahya Sari, sono state condotte quattro operazioni militari "di alto livello" nelle ultime 48 ore, impiegando missili balistici e droni.
Tra gli obiettivi colpiti figurano:
- La sede del Ministero della Difesa saudita a Riad.
- L'aeroporto internazionale di Dammam, il che ha causato l'interruzione del traffico aereo.
- L'aeroporto internazionale di Abha.
- Un raffineria a Yanbu, una delle principali strutture petrolifere del paese, situata sulle rive del Mar Rosso. Sari ha indicato che l'impatto è stato diretto e ha provocato un incendio nel sito bersaglio.
Questi attacchi si inseriscono nella risposta degli houthi al sostegno della coalizione internazionale alle operazioni militari del Governo dello Yemen riconosciuto a livello internazionale, che all'inizio di ottobre ha annunciato un'offensiva su larga scala per recuperare i territori catturati dai ribelli.
Incertezza su nuovi bombardamenti contro l'Iran
Oltre all'offensiva houthi, i mercati reagiscono alla paura di una nuova escalation diretta tra Stati Uniti e Iran. Diverse informazioni indicano che il presidente statunitense, Donald Trump, sta valutando nuovi attacchi contro il paese asiatico, mentre rafforza la sua presenza militare nella zona con l'arrivo di un nuovo portaerei.
L'Esercito statunitense ha assicurato che il blocco imposto ai porti dell'Iran cento giorni fa ha impedito al paese di esportare petrolio per un valore di "almeno 25 miliardi di dollari" (circa 22,12 miliardi di euro), limitando la capacità della Guardia Rivoluzionaria di "finanziare il terrorismo".
Tuttavia, lo stretto di Hormuz, rotta essenziale per il trasporto di petrolio, continua a registrare un traffico di navi moderato. Trump ha escluso giovedì qualsiasi tipo di negoziazione con l'Iran in questo momento, avvertendo che "qualcosa" accadrà "relativamente presto" in relazione al conflitto. Inoltre, ha accusato l'Iran di aumentare il prezzo del petrolio come strumento elettorale contro il suo partito Repubblicano in vista delle elezioni legislative del 3 novembre.
Impatto sui mercati e prospettive
L'incertezza sul futuro della guerra in Iran aleggia sui mercati alla vigilia delle elezioni di midterm negli Stati Uniti, previste per il 3 novembre, data che il presidente ha indicato come cruciale per prendere decisioni sul conflitto. Di fatto, ha promesso di non attaccare il paese asiatico almeno fino a dopo le elezioni.
"Questo rialzo è dovuto meno ai fondamentali attuali che alla crescente preoccupazione per l'offerta. I mercati sono sempre più inquieti di fronte a una nuova escalation nel Golfo Persico, uno scenario che potrebbe minacciare i flussi di petrolio, che finora si sono mantenuti notevolmente stabili", hanno sostenuto gli analisti di ING Think, Warren Patterson e Ewa Manthey.
Gli analisti indicano che la situazione "non offre una prospettiva ottimistica". Di conseguenza, la loro aspettativa che il Brent mediasse 80 dollari al barile durante il quarto trimestre del 2026 sembra irraggiungibile. Anche se le tensioni non si acuiscono, la mera possibilità probabilmente manterrà una premiata di rischio geopolitico considerevole nei prezzi.
Reazione delle borse
Nonostante l'aumento del greggio, i mercati azionari non hanno risposto con cali significativi. L'Euro Stoxx 50 ha registrato un avanzamento dello 0,70%, mentre la Borsa di New York ha aperto con rialzi nei suoi tre indici principali: il Dow Jones è salito dell'1,17%, l'S&P 500 dell'1,15% e il Nasdaq dello 0,40%.