Il Governo spera di approvare prima delle elezioni generali del 29 novembre 2026 il decreto reale che stabilirà i requisiti per i data center in Spagna. Il ministro per la Trasformazione Digitale e della Funzione Pubblica, Óscar López, ha indicato che il Governo lavora con quell'obiettivo, anche se la norma non ha ancora completato il suo iter.
Il Consiglio di Stato, ultimo passaggio indicato
Il progetto è già in possesso del rapporto della Commissione Nazionale dei Mercati e della Concorrenza (CNMC). Secondo le informazioni disponibili, il fascicolo resta in attesa della valutazione del Consiglio di Stato, che effettuerà l'esame giuridico del testo.
La CNMC ha raccomandato di flessibilizzare alcuni aspetti, in particolare i requisiti di addizionalità —legati al fatto che l'energia rinnovabile provenga da nuova generazione— e di correlazione oraria tra consumo e produzione rinnovabile. L'ambito definitivo di questi possibili cambiamenti dipenderà dall'andamento dell'iter; le fonti non precisano se il Governo li adotterà.
Il Governo intende trasmettere il testo al Consiglio dei Ministri tramite procedura d'urgenza a fine ottobre o inizio novembre. L'obiettivo è approvarlo e pubblicarlo nel Bollettino Ufficiale dello Stato (BOE) prima delle elezioni. Si tratta di un calendario previsto, non di un'approvazione già avvenuta.
Cosa prevede il progetto
La proposta stabilisce che i data center attestino che almeno l'80 % del loro consumo elettrico annuale provenga da autoconsumo o da contratti a termine con impianti rinnovabili. Per questi ultimi, il progetto fissa che la loro entrata in funzione non sia anteriore di più di 18 mesi rispetto a quella del data center.
La norma è guidata dal Ministero per la Transizione Ecologica, insieme ai ministeri di Economia e di Trasformazione Digitale. Il testo prevede anche requisiti di sostenibilità, resilienza e sovranità digitale, anche se le informazioni disponibili non dettagliano tutti i suoi criteri né la formulazione finale che avrebbe ciascun obbligo.
Il calendario dipende dall'iter procedurale pendente
López ha difeso che la regolazione debba consentire lo sviluppo di queste infrastrutture senza che la loro domanda energetica danneggi altri consumatori o settori. Questa è la posizione espressa dal ministro; il progetto non è ancora approvato e i suoi obblighi potrebbero variare durante la fase finale di revisione.
Poiché il decreto reale non richiede l'approvazione parlamentare, il Governo cerca di completare la procedura prima della convocazione elettorale. Per ora, i traguardi confermati sono il rapporto della CNMC già emesso e la valutazione pendente del Consiglio di Stato. L'approvazione in Consiglio dei Ministri e la pubblicazione nel BOE restano obiettivi del Governo, non fatti compiuti.