La giustizia ungherese ordina la detenzione cautelare per György Matolcsy per frode e riciclaggio
Il tribunale di Budapest ha disposto la detenzione cautelare per un mese contro l'ex governatore della Banca Centrale Ungherese, György Matolcsy, e altri due sospettati. La decisione si basa sul rischio di fuga e sulla gravità delle perdite stimate in centinaia di milioni di euro, in un caso che indaga l'uso di fondi pubblici in fondazioni legate alla sua famiglia.
Detenzione cautelare per rischio di fuga e gravità delle perdite
Il Budai Központi Kerületi Bíróság (Tribunale Centrale del Distretto di Buda) ha ordinato la detenzione cautelare per un periodo di un mese per György Matolcsy, ex governatore della Banca Nazionale Ungherese (MNB), nonché per altri due sospettati: Valkó Mihály, rappresentante che ha agito nella stipulazione di un prestito, e Sándor Tamás, avvocato che ha partecipato a un'operazione di titoli. La decisione giudiziaria è stata presa il 23 ottobre 2026, dopo l'arresto iniziale di Matolcsy il 21 ottobre.
Secondo la portavoce del Tribunale della Città di Budapest, Madarasi Anna, il tribunale ha ritenuto fondati i rischi di fuga, occultamento, influenza sul procedimento e recidiva. La magistratura ha determinato che non esisteva la possibilità di applicare misure cautelari meno restrittive, citando la gravità delle perdite causate all'erario pubblico e la mancanza di dubbi sull'esistenza di un reato grave.
Accuse di frode economica e falsificazione documentale
Le autorità ungheresi imputano a Matolcsy il reato di frode economica che causa un importante pregiudizio patrimoniale e il reato di uso di documenti privati falsi. Il suo avvocato, Pál Bátki, ha confermato che il suo cliente è sospettato di queste accuse, che presumibilmente avrebbero provocato "importanti perdite economiche". Sia Matolcsy che gli altri due accusati si sono rifiutati di prestare dichiarazione durante l'interrogatorio.
Il caso si concentra sulla gestione dei fondi della banca centrale, specificamente nella ristrutturazione della sede dell'istituzione e in una serie di investimenti immobiliari realizzati da fondazioni finanziate dalla MNB. L'indagine include anche la Optima Investment, una società di gestione del patrimonio creata dalla banca centrale sotto la direzione di Matolcsy nel 2014. Nel maggio 2026, la Procura e la polizia hanno sequestrato fondi e titoli per un valore approssimativo di 92.000 milioni di fiorini (equivalente a 251,8 milioni di euro) nell'ambito di un'indagine per riciclaggio di capitali.
Contesto politico e denunce precedenti dell'Auditoria Statale
L'arresto di Matolcsy si produce in un contesto di cambio di governo in Ungheria. Péter Magyar, attuale primo ministro, ha sconfitto Viktor Orbán nelle elezioni di aprile. Magyar ha confermato la custodia di Matolcsy e ha promosso una commissione parlamentare per indagare a fondo sulla gestione dell'istituto emittente durante i 16 anni di mandato consecutivo di Orbán.
Il caso risale al 2025, quando l'Ufficio Statale di Auditoria ha iniziato a indagare su possibili irregolarità. Un rapporto di tale ufficio ha sollevato dubbi sugli investimenti realizzati da fondazioni controllate da Matolcsy e dalla sua società di gestione del patrimonio. Le denunce segnalano presunti legami tra la rete di investimento di Optima e il figlio di Matolcsy, Ádám Matolcsy, nonché l'arricchimento personale di diversi familiari dell'ex governatore.
Matolcsy, che ha ricoperto la carica di governatore della MNB per 12 anni fino a marzo 2025, è stato anche ministro dell'Economia in due occasioni (2000-2002 e 2010-2013). Appartiene all'élite politica ed economica vicina a Orbán, nota in Ungheria come NER, che secondo i media e gli accademici locali ha colonizzato le istituzioni dello Stato durante la precedente fase di governo.
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