L'inflazione attesa a breve termine risale per il secondo mese
I consumatori dell'area dell'euro si aspettano che i prezzi aumentino del 3,1% nei prossimi 12 mesi, un decimo in più rispetto ad agosto. Si tratta del secondo aumento mensile consecutivo, secondo l'indagine sulle aspettative dei consumatori della Banca Centrale Europea (BCE), condotta tra il 27 agosto e il 28 settembre 2026.
Il cambiamento è moderato e si riferisce a ciò che si aspettano i rispondenti, non a una previsione ufficiale di inflazione né all'aumento che i loro costi subirebbero necessariamente. L'aspettativa a un anno era diminuita tra aprile e luglio, secondo i dati pubblicati sull'indagine.
Le previsioni a più lungo termine non cambiano
Per i prossimi tre anni, i consumatori collocano l'inflazione attesa al 2,9%; per i prossimi cinque anni, al 2,5%. Entrambi i valori sono rimasti invariati rispetto all'indagine precedente.
La BCE ha inoltre riferito che l'incertezza sull'inflazione a 12 mesi è aumentata leggermente e rimane al di sopra del livello precedente all'inizio del conflitto in Medio Oriente. L'istituzione non ha attribuito nei risultati un cambiamento specifico delle aspettative a una causa unica.
Anche i redditi e la spesa nominale mostrano aumenti
L'indagine registra un miglioramento delle aspettative di crescita dei redditi nominali: i consumatori si aspettano un aumento dell'1,1% nel prossimo anno, rispetto all'1% dell'indagine precedente. La spesa nominale percepita nei 12 mesi precedenti è aumentata al 5,3%, dal 5,2%, e la crescita attesa della spesa nominale a un anno è passata dal 3,6% al 3,7%.
Queste risposte descrivono percezioni e aspettative delle famiglie. Da sole non indicano come evolveranno i redditi, il consumo o l'inflazione effettivi, né determinano le future decisioni di politica monetaria della BCE.