Una risposta rapida alla strumentalizzazione del commercio
Francia e Germania hanno presentato una proposta congiunta per dotare l'Unione Europea di un nuovo strumento di difesa commerciale a risposta rapida. L'iniziativa, formalizzata in un documento e in una lettera indirizzata alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, mira a consentire a Bruxelles di reagire con maggiore celerità a pratiche commerciali considerate sleali, come il dumping, i sussidi massicci o la restrizione della convertibilità delle valute.
Secondo il testo, il commercio viene sempre più utilizzato come strumento di pressione politica ed economica. I leader delle due principali economie del blocco sostengono che gli strumenti attuali dell'UE non siano sufficienti per rispondere a uno scenario di distorsioni sistemiche e persistenti che, a loro avviso, mettono a rischio la base industriale europea e provocano perdite di occupazione generalizzate.
Due strumenti chiave: diversificazione ed esclusione
La proposta franco-tedesca prevede la creazione di due nuovi strumenti che la Commissione Europea dovrebbe proporre il prima possibile:
- Riduzione della dipendenza strategica: Un meccanismo per limitare l'esposizione delle imprese europee a fornitori stranieri considerati critici. Questo punto è particolarmente rilevante in settori come quello delle terre rare, dove l'industria europea dipende in larga misura da fonti esterne, principalmente dalla Cina.
- Meccanismo di emergenza di esclusione: Uno strumento che consentirebbe di limitare o persino escludere un paese terzo dal mercato unico europeo se questo adotta misure che minano le condizioni di mercato eque mediante mezzi politici o economici.
L'aspetto più innovativo di questa seconda proposta è la procedura di attivazione. Il documento propone che qualsiasi misura di controrisposta proposta dalla Commissione venga adottata automaticamente, a meno che una maggioranza qualificata inversa degli Stati membri non si opponga. Questo rappresenta una soglia inferiore rispetto a quella richiesta per alcune attuali misure commerciali e consentirebbe un'attivazione in un arco di giorni, secondo quanto indicato da funzionari del governo tedesco.
Il contesto cinese e il cambio di posizione tedesco
Sebbene il documento ufficiale qualifichi il nuovo strumento come "agnostico rispetto al paese" e non menzioni esplicitamente la Cina, il contesto della proposta punta direttamente alla relazione con Pechino. Il testo fa riferimento alla sovracapacità e agli squilibri commerciali strutturali con "partner chiave", problemi che la Commissione Europea ha ripetutamente associato agli aiuti statali cinesi.
Questa iniziativa segna un notevole cambiamento nella posizione della Germania. Fino a poco tempo fa, Berlino manteneva un approccio pragmatico verso la Cina, considerandola principalmente come un grande mercato. Tuttavia, il deficit commerciale tedesco con il gigante asiatico ha raggiunto un record storico nel 2025 e la concorrenza cinese sta colpendo direttamente settori strategici come l'automotive, dove le imprese tedesche si confrontano con rivali cinesi sostenute da sussidi e con una capacità produttiva in crescita.
"Francia e Germania sono molto interessate a porre fine all'ingenuità nel commercio", ha dichiarato un consigliere presidenziale francese ai giornalisti, sottolineando l'urgenza di agire di fronte a squilibri considerati insostenibili.
Ripercussioni e prossimi passi
La Commissione Europea ha accolto l'iniziativa con favore. Il portavoce comunitario, Olof Gil, ha indicato che la proposta si inserisce nella strategia di competitività che Bruxelles sta sviluppando e nella sua politica verso la Cina. La proposta sarà discussa nel Consiglio Europeo previsto per i giorni 15 e 16 ottobre 2026 a Bruxelles.
È importante sottolineare che queste proposte non fanno ancora parte della legislazione comunitaria. Per diventare legge, dovranno essere analizzate dagli Stati membri e ottenere l'approvazione dei governi dell'UE e del Parlamento Europeo. Inoltre, il documento franco-tedesco riconosce che una politica più difensiva può provocare ritorsioni, proponendo quindi la creazione di un inventario di possibili misure di risposta e la quantificazione del loro impatto per evitare risposte nazionali contraddittorie.
L'iniziativa arriva in un momento delicato, con il commissario al Commercio, Maroš Šefčovič, che sta preparando un viaggio a Pechino per mantenere aperti i canali di negoziazione. La sfida per l'UE sarà bilanciare la necessità di proteggere la propria industria con l'evitamento di un'escalation che trasformi le dispute commerciali in un conflitto aperto.