Lunedì 5 ottobre 2026, le azioni di Cerebras Systems sono avanzate del 9,73%, raggiungendo i 182,63 dollari, dopo che Sam Altman ha ribadito pubblicamente il rapporto dell’azienda con OpenAI. Il prezzo si è avvicinato ai 185 dollari fissati nell’offerta pubblica iniziale (OPI) di Cerebras.
In un post su X, l’amministratore delegato di OpenAI ha definito Cerebras un «partner stretto» e ha affermato che le due aziende mantengono una collaborazione profonda per aumentare la velocità dei loro sistemi di intelligenza artificiale. Le sue dichiarazioni hanno contribuito ad arrestare il recente calo del titolo, ma da sole non determinano l’andamento futuro dell’attività né della quotazione.
I dubbi su GPT-6.1 hanno preceduto il rimbalzo
La reazione del mercato è arrivata dopo alcune notizie che mettevano in discussione il ruolo di Cerebras nell’infrastruttura di OpenAI. In particolare, un rapporto attribuito alla società di ricerca SemiAnalysis ha indicato che la modalità «Ultrafast» del modello GPT-6.1 Sol utilizzerebbe processori grafici di Nvidia anziché hardware di Cerebras. Questa informazione ha messo sotto pressione le azioni e alimentato le speculazioni sulla portata del rapporto tra le due aziende.
Altman non ha precisato nel suo messaggio quali prodotti o carichi di lavoro rientrino nella collaborazione attuale. La sua dichiarazione conferma quindi che le aziende continuano a lavorare insieme, ma non chiarisce di per sé quali chip vengano utilizzati nelle diverse modalità dei modelli di OpenAI.
L’alleanza ha rilevanza commerciale per Cerebras: a gennaio, le due aziende hanno annunciato un accordo pluriennale per distribuire 750 megawatt di sistemi Cerebras, per un valore dichiarato superiore a 10 miliardi di dollari. Le dimensioni annunciate dell’accordo aiutano a spiegare perché le notizie su OpenAI possano influire sulle aspettative del mercato riguardo all’azienda produttrice di chip.
La maggiore disponibilità di azioni aggiunge una potenziale pressione
Il rapporto con OpenAI non è stato l’unico fattore a influire sull’andamento del titolo. Cerebras ha articolato in diverse tranche le restrizioni successive alla sua OPI. Secondo le informazioni disponibili, il 30 settembre sono diventate vendibili fino a 19,4 milioni di azioni detenute da dirigenti, dipendenti e altri azionisti.
Il fatto che questi titoli possano essere venduti non significa che siano stati venduti tutti. Tuttavia, la possibilità che aumenti l’offerta di azioni sul mercato può coincidere con altri fattori che incidono sulla quotazione. Un’altra copertura ha inoltre inquadrato il rialzo di lunedì nel contesto di un calo cumulato vicino al 14,6% nel mese precedente, perciò il rimbalzo rappresentava una ripresa parziale.
Un movimento azionario non elimina i rischi dell’attività
Cerebras sviluppa chip, sistemi e software per addestrare ed eseguire modelli di intelligenza artificiale e compete in un mercato in cui Nvidia occupa una posizione dominante. Per l’azienda, una sfida centrale consiste nel trasformare l’interesse per la velocità di inferenza in contratti e attività continuativi, in un contesto di forte concorrenza.
Il rialzo di lunedì riflette la reazione degli investitori a una dichiarazione pubblica di Altman e alla temporanea riduzione dell’incertezza sulla partnership. Non garantisce che OpenAI utilizzerà hardware Cerebras in tutte le sue modalità né che la quotazione manterrà i guadagni. La recente volatilità e la disponibilità di azioni soggette a restrizioni continuano a far parte del contesto finanziario di CBRS.